Affondamento Costa Concordia, paura infondata?
Secondo il professor Nicola Casagli, del dipartimento di Scienze della terra dell’Università di Firenze, il rischio che la Costa Concordia possa sprofondare negli abissi è relativamente basso. I micromovimenti, non certo visibili ad occhio nudo ma soltanto con l’utilizzo di apparecchiature specifiche come Satelliti e Radar, potrebbero essere indotti o da una fase di assestamento del relitto sul costone roccioso, o dal movimento delle maree. Difficile si tratti di un graduale scivolamento verso l’abisso, anche perché a separare la Concordia dal baratro ci sono circa 30 metri di fondale roccioso. Certo, non è un’ipotesi da escludere a priori, ma affinché possa verificarsi la peggiore delle ipotesi dovrebbe verificarsi un’autentica tempesta e non soltanto una semplice mareggiata.
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